Io non ho avuto nonni partigiani

La 23′ Brigata “Canale” (fonte: https://liberidiresistere.wordpress.com/2009/01/14/la-xxiii-brigata-canale/)

La 23′ Brigata “Canale” (fonte: liberidiresistere.wordpress.com)

Io non ho avuto nonni partigiani. Mio nonno era un contadino calabrese con la testa dura che a ogni pasto beveva una caraffa di vino. Lo produceva lui stesso e io l’ho sempre trovato imbevibile. Ha combattuto nell’esercito fascista dal 1938 e anche dopo l’8 settembre e ogni volta che poteva, spesso senza che gli concedessero la licenza, tornava a casa per vedere mia nonna. Il risultato era che lei durante la guerra (ma anche dopo) finiva per rimanere regolarmente incinta e lui tornando nei ranghi dell’esercito trascorreva un certo numero di giorni in punizione tra il fango e i topi. Come quasi tutti quelli che l’hanno combattuta, odiava la guerra. Ma mio nonno era un uomo autoritario, che riteneva giusto obbedire e pretendeva la stessa obbedienza dai componenti della sua famiglia. A volte, quando in casa qualcosa andava storto minacciava di usare la cinghia, oppure in preda alla rabbia lanciava con forza un bicchiere o un piatto che andava a frantumarsi sul pavimento. Ma i ricordi che ho di lui sono legati alle calde sere d’estate, quando, dopo l’ultimo bicchiere di vino, mentre la testa gli scivolava pian piano verso il basso andando ad adagiarsi sul tavolo, con voce lenta e insicura per via dell’alcool, raccontava con malinconia qualche aneddoto sulla guerra o sulla sua vita sotto il regime ripetendo che quando c’era il Duce le cose andavano molto meglio.
Lo guardavo con compassione, ma non lo disprezzavo.
Più tardi conobbi i romanzi di Beppe Fenoglio: “Una questione privata”, “I ventitré giorni della città di Alba”, “Il partigiano Johnny” e iniziai a capire cosa avesse significato combattere per riconquistare la libertà. Lessi anche altri romanzi – “Il sentiero dei nidi di ragno” di Calvino, “L’Agnese va a morire” di Viganò, “La casa in collina” di Pavese – ma quelli di Fenoglio mi rimasero sempre nel cuore forse per i luoghi in cui sono ambientati, Treiso, Mango, Canelli, quelle Langhe che amo e nelle quali, quando posso, mi piace tornare per il vino. Un vino così diverso da quello che beveva mio nonno.
C’è un episodio di “Una questione privata” che mi è rimasto più impresso di tutti, quello in cui il quattordicenne Riccio viene giustiziato per vendetta dai fascisti. L’ho riletto ieri sera, prima di addormentarmi, chiedendomi se io avrei avuto il coraggio di partecipare a quella lotta. Non so rispondermi. Ma sono davvero grato a chi quel coraggio lo ha avuto.

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3 pensieri su “Io non ho avuto nonni partigiani

  1. non riesco a capire il perché, ma questo tuo ricordo mi fa venire i brividi. sarà forse perché anche mio nonno era calabrese, ma non ho alcun ricordo di lui perché morì in Svizzera a causa di una fuga di gas. Comunque grazie per queste tue righe, si respira l’anima sincera di un poeta.

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